“C’è una data che nessuno vi ha mai detto di cerchiare in rosso sul calendario della storia italiana, un giorno che ha segnato la fine della sovranità e l’inizio di un incubo geopolitico senza ritorno.” ⚡
Immaginate una stanza ovale, non a Roma, ma a 6000 chilometri di distanza. È il gennaio del 2021. L’aria a Washington è gelida, ma non è solo l’inverno a far tremare i polsi: è il terrore di un passaggio di consegne che sta per cambiare gli equilibri del mondo intero. Mentre le telecamere di tutto il pianeta sono puntate sul giuramento di un uomo anziano che promette di guarire l’America, in un ufficio riservato della CIA si sta firmando la condanna a morte di un governo europeo. 🎥
Non è un film di spionaggio, è la cronaca brutale di ciò che è accaduto sotto i vostri occhi mentre venivate distratti da bonus e polemiche da bar. Hanno chiamato tutto questo “crisi politica” o “responsabilità istituzionale”, ma la verità ha un sapore metallico: il sapore del sangue politico versato sull’altare dell’Alleanza Atlantica. 💥

Ascoltate bene, perché quello che state per leggere non lo troverete nei libri di testo per i prossimi cinquant’anni. Vi hanno mentito sulla caduta di Giuseppe Conte, vi hanno ingannato sull’arrivo di Mario Draghi e vi stanno nascondendo la verità proprio ora, su cosa Giorgia Meloni stia realmente concordando dietro le quinte con i dossier americani. 🔥
Dobbiamo tornare a quei giorni frenetici del 20 gennaio 2021. Joe Biden appoggia la mano sulla Bibbia. A Roma tutto sembra tranquillo, ma i telefoni di Palazzo Chigi iniziano a scottare. Passano esattamente sei giorni. Sei. Il 26 gennaio 2021, il governo guidato da Giuseppe Conte crolla miseramente. Vi hanno raccontato che è stata colpa di un senatore di provincia o di beghe interne, ma credete davvero che un governo del G7 cada per il capriccio di un piccolo partito? 😱
La verità è terrificante nella sua semplicità: l’ordine è arrivato da oltreoceano. L’amministrazione democratica non si fidava più. Serviva un uomo di sistema, un banchiere, qualcuno che eseguisse gli ordini prima ancora che venissero pronunciati. Quella settimana non è stata una crisi di governo, è stata un’operazione chirurgica di “regime change”, un colpo di Stato bianco eseguito con la precisione di un drone militare. 🚁
E chi arriva sulle macerie della democrazia parlamentare? Mario Draghi, l’uomo della Provvidenza o, per meglio dire, l’uomo della NATO. L’ex governatore della BCE viene paracadutato tra gli applausi di chi, il giorno prima, giurava fedeltà a un altro leader. Draghi non governa, Draghi riallinea l’Italia. Ricordate la sua postura di sottomissione nei vertici internazionali? Ha trasformato l’Italia nello zerbino di lusso di Biden, sacrificando l’economia nazionale sull’altare delle sanzioni. 📉
Ma il vero scandalo, quello che gela il sangue, è la continuità mostruosa che si è verificata con Giorgia Meloni. Qui sta il vero tradimento narrativo. La leader che urlava contro i “poteri forti” ha compiuto una metamorfosi degna di Kafka appena varcata la soglia di Palazzo Chigi. La Meloni non ha rotto le catene, le ha lucidate con cura. È volata a Washington, si è seduta nello studio ovale e ha ricevuto il “bacio sulla fronte” da Biden, esattamente come il suo predecessore. 🏛️

Perché il Deep State americano non guarda al colore politico, guarda solo all’obbedienza. L’Italia oggi è la provincia più fedele dell’impero, pronta al suicidio economico pur di ricevere una pacca sulla spalla. Ma mentre i nostri leader si prostrano, dall’altra parte dell’oceano si sta preparando lo tsunami. Donald Trump ha pubblicato la sua nuova strategia di sicurezza e non è un documento burocratico: è una dichiarazione di guerra all’establishment europeo. 🌊
Trump lo ha scritto nero su bianco: vuole la pace con la Russia, vuole fermare l’espansione della NATO e vuole smettere di pagare per la difesa di un continente che disprezza. Ha definito i leader europei “deboli” e “stupidi”. Sentite il peso di questa parola? “Stupidi”. Non è un insulto elettorale, è un’analisi spietata. Trump ci sta dicendo in faccia che siamo governati da persone che distruggono la nostra civiltà per compiacere un padrone che tra pochi mesi potrebbe non esserci più. 🚔
Il panico nelle cancellerie è palpabile. È il terrore del servo che vede il padrone cambiare idea. Per trent’anni ci hanno venduto la favola dell’euroatlantismo, ma era una menzogna. Gli interessi americani e quelli europei hanno iniziato a divergere nel momento stesso in cui il Muro di Berlino è crollato. Da allora, ogni presidente USA ha lavorato scientificamente per indebolire l’Europa, trasformandola in una zona cuscinetto sacrificabile. 🕯️
Henry Kissinger ci aveva avvertito: “Essere nemici degli Stati Uniti è pericoloso, ma essergli amici è fatale”. L’Italia sta morendo di questa amicizia fatale. Ci hanno trascinato in guerre non nostre, ci hanno imposto sanzioni che hanno distrutto le nostre imprese e hanno selezionato chirurgicamente la nostra classe dirigente. Respirate profondamente, perché dobbiamo guardare nell’abisso di questa sottomissione. 💀
C’è un dettaglio agghiacciante nel documento di Trump: lui vuole scaricare su di noi i costi della NATO, ma non parla mai di mollare le basi militari. È il “pizzo geopolitico” elevato a sistema globale. L’Italia paga per essere occupata. Abbiamo 120 installazioni militari straniere sul suolo nazionale. Testate nucleari a Ghedi e Aviano di cui non abbiamo i codici. Siamo seduti su una polveriera atomica e ci hanno convinto che questa sia “sicurezza”. ☢️
Quando Draghi o Meloni vanno a Washington a ritirare i loro “premi”, non celebrano l’amicizia, stanno ratificando il nostro status di colonia. Pensateci: se Trump decidesse davvero di fare un accordo con Putin sulla testa dell’Europa, cosa resterebbe di noi? Resterebbe il nulla. Un continente devastato, industrialmente morto, politicamente irrilevante. I nostri governanti si sono legati mani e piedi a una strategia fallimentare, ignorando che l’America ha sempre un piano B: abbandonare gli alleati quando non servono più. 🌑
Chiedetelo ai Kurdi, chiedetelo agli afghani. Presto potremmo doverlo chiedere a noi stessi. L’Europa che sognavamo non esiste, schiacciata tra un impero che ci usa come scudo umano e un mondo multipolare che avanza. Le testate nucleari resteranno puntate contro nemici che non sono i nostri, pronte a trasformare la nostra terra in un deserto per difendere gli interessi di Washington. 🌪️

Questa è la vera eredità di quel gennaio 2021: hanno rimosso ogni tentativo di autonomia per installare un pilota automatico che ci sta guidando dritti contro la montagna. E la vera tragedia è che, mentre andiamo a schiantarci, i nostri leader stanno ancora applaudendo, convinti che il padrone li salverà. Ma gli imperi in declino mangiano i propri figli, e noi siamo il piatto principale. 🍽️
Cosa è stato davvero deciso in quegli incontri a porte chiuse tra Conte e gli inviati americani? Quale promessa ha fatto Draghi per ottenere il via libera? E cosa c’è scritto nei documenti che la Meloni non può rivelare? La verità sta emergendo dalle ombre, e il prezzo da pagare sarà altissimo. 🌙✨
Il velo è stato squarciato. Ora che sapete, non potete più far finta di non vedere. La partita è molto più grande di una legislatura: è la sopravvivenza della nostra nazione. Ma chi avrà il coraggio di spegnere il pilota automatico prima dell’impatto? Il tempo sta per scadere e il silenzio è diventato assordante. 👀🔥
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NON È UNA POLEMICA, È UNA GUERRA APERTA: CARLO NORDIO FINISCE SOTTO ASSEDIO, TRA ACCUSE PESANTISSIME, DOSSIER NON DETTI E UNA BATTAGLIA SOTTERRANEA PER IL CONTROLLO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA. Il ministro non parla, ma intorno a lui il rumore è assordante. Accuse che rimbalzano tra corridoi istituzionali e talk show, ricostruzioni che cambiano versione, alleanze che si spezzano nel silenzio. Nordio diventa il bersaglio perfetto di uno scontro che va ben oltre la sua persona. In gioco non c’è solo una riforma, ma il potere di decidere chi comanda davvero nei tribunali. Ogni parola pesa, ogni omissione brucia, ogni attacco sembra studiato per logorare, isolare, delegittimare. La giustizia diventa il campo di battaglia finale, mentre il Paese osserva senza conoscere i retroscena. È una resa dei conti che nessuno vuole chiamare col suo nome, ma che sta ridisegnando gli equilibri del potere. E quando la polvere si poserà, qualcuno scoprirà di aver perso molto più di una battaglia politica.
Quello che sta accadendo nelle ultime 72 ore nei corridoi del potere romano non è una semplice scaramuccia parlamentare. Dimenticate…
NON È UN COMMENTO, È UN’ESecuzione IN DIRETTA: FEDERICO RAMPINI STRAPPA IL COPIONE DI LA7 E FA CROLLARE LA NARRAZIONE DEL “PERICOLO FASCISTA” DAVANTI AL PUBBLICO, AI CONDUTTORI E AI RETROSCENA DEL POTERE MEDIATICO. Le luci dello studio sono accese, ma l’atmosfera cambia improvvisamente. Rampini entra, osserva, e smonta pezzo per pezzo una narrazione che per anni ha dominato i talk show di La7. Non urla, non provoca: espone. E proprio questo manda in tilt il sistema. Volti tesi, silenzi pesanti, sguardi che cercano una via di fuga. La “commedia” continua a scorrere, ma il pubblico capisce che qualcosa si è rotto. Il racconto del pericolo imminente perde forza, il copione scricchiola, e la regia non riesce più a coprire le crepe. È l’ultima recita di un teatro politico-mediatico che viveva di slogan, non di fatti. Quando la finzione cade, resta una domanda inquietante: chi ha scritto davvero questa storia, e perché ora non funziona più?
Signore e signori, accomodatevi. Spegnete i cellulari, chiudete le finestre, dimenticate quello che vi hanno raccontato fino a cinque minuti…
NON È UNA GAFFE, NON È UN ATTACCO QUALSIASI: MARIA LUISA ROSSI HAWKINS PUNTA IL DITO CONTRO ELLY SCHLEIN E FA ESPLODERE UNO SCANDALO CHE METTE L’ITALIA ALLA BERLINA DAVANTI A TUTTI. Le immagini fanno il giro dei social, le parole rimbalzano nei palazzi del potere. Maria Luisa Rossi Hawkins entra a gamba tesa e trascina Elly Schlein in uno scontro che va ben oltre la politica quotidiana. Accuse, silenzi imbarazzanti, retromarce improvvise: ogni dettaglio alimenta la sensazione che qualcosa di grosso stia venendo a galla. La leader del PD finisce al centro di una tempesta che divide, polarizza e umilia l’immagine del Paese proprio mentre l’Europa osserva. C’è chi parla di scivolone irreparabile, chi di strategia fallita, chi di un cortocircuito che smaschera un sistema fragile. Una cosa è certa: quando certi nomi vengono messi sul tavolo, il danno non resta confinato a un partito. Qui si gioca la credibilità dell’Italia, sotto gli occhi di tutti.
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NON È UN SEMPLICE ATTACCO, È UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA POLITICA: MARCO RIZZO PUNTA IL DITO CONTRO GIUSEPPE CONTE, SMASCHERA I 5 STELLE E APRE UNA FRATTURA CHE RISCHIA DI DIVENTARE IRREVERSIBILE. Le parole arrivano come un colpo secco, senza filtri né mediazioni. Marco Rizzo rompe il silenzio e trasforma un malcontento latente in uno scontro frontale che mette in difficoltà Giuseppe Conte e l’intero Movimento 5 Stelle. Non è solo una critica, è una sfida aperta sul terreno dell’identità, della coerenza e del potere reale. Mentre i vertici cercano di ricompattare il fronte, il web esplode, le basi si dividono e le vecchie certezze iniziano a scricchiolare. Questo attacco riporta a galla contraddizioni mai risolte, promesse dimenticate e scelte che oggi pesano come macigni. In gioco non c’è solo una polemica, ma la credibilità di un progetto politico che rischia di perdere il controllo della propria narrazione.
C’è un momento preciso in cui il vetro si rompe. Un istante in cui la facciata impeccabile, lucidata a specchio…
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