Accomodatevi pure. 🪑

Le poltrone sono di velluto rosso, morbide al tatto, pagate con le vostre tasse, ovviamente. Mettetevi comodi, perché oggi mettiamo in scena una farsa in tre atti. Un dramma metafisico che si consuma mentre voi cercate di capire se riuscirete a pagare il bollo auto senza vendere un rene al mercato nero.

Il titolo è emblematico, quasi profetico: Il Generale, il Bulldozer e il Gatto Sanzionato.

A Roma, nei palazzi che contano, si respira un’aria viziata. Sergio Mattarella osserva il mondo dalla finestra del Quirinale. È il nostro custode del Museo delle Cere.

Guarda la realtà con la stessa partecipazione emotiva di un manichino in un negozio di abiti usati. Per lui, la realtà è un disturbo della quiete pubblica. Un rumore molesto, come un martello pneumatico alle sette del mattino, che incrina la perfezione geometrica dei protocolli istituzionali.

La sua psicologia è affascinante, se si ha il tempo di analizzarla. È quella di un arbitro di tennis in giacca bianca che continua a fischiare falli di piede mentre sul campo è scoppiata una rissa da bar. Si usano le bottiglie rotte, si colpisce sotto la cintura, volano sedie, ma lui invoca il galateo e il rispetto delle righe bianche. 🎾👮‍♂️

Dall’altra parte della barricata ideologica, c’è lei. Elly Schlein.

Avete mai visto un castello di carte che prova a fermare un uragano forza 5? Ecco, quella è l’immagine.

La segretaria del PD abita in un iperuranio dorato. Un mondo parallelo fatto di asterischi alla fine delle parole, di diritti dei molluschi, di indignazione a comando attivabile con un telecomando.

Ma il mondo reale ha bussato alla porta. E ha bussato con la mano pesante, inguantata di pelle arancione, di Donald Trump. 🇺🇸🟠

Quando Trump decide di fare il Trump, la Schlein entra in crisi catatonica.

Il bulldozer americano è entrato in Venezuela. Non ha chiesto permesso. È entrato come un elefante in una cristalleria di regimi comunisti, spaccando tutto.

Per la Schlein, Nicolás Maduro non è un dittatore che affama il popolo, non è un despota che ha trasformato una nazione ricca di petrolio in un cimitero a cielo aperto dove si mangia spazzatura.

No. Per lei è un “caso di studio”. Un tema complesso su cui filosofeggiare tra un aperitivo e l’altro nei salotti romani climatizzati.

La sua sofferenza è puramente estetica. Trump è troppo arancione. È troppo rumoroso. È troppo… efficace.

La sinistra italiana non odia la guerra per principio (basta vedere l’Ucraina). Odia chi la vince senza chiedere il permesso ai burocrati di Parigi o di Bruxelles.

Ma sentite questo profumo? 👃

Non è incenso da processione. È polvere da sparo. È sudore. È onestà brutale.

Entra in scena Roberto Vannacci. 🪖

Il Generale arriva nei corridoi del potere con gli scarponi sporchi di fango, interrompe il minuetto dei burocrati in doppiopetto.

Mentre i nostri politici si scambiano tartine al salmone e cortesie diplomatiche, Vannacci lancia una bomba a mano sul tavolo del buffet.

È una bomba di realismo cinico.

“In guerra i fatti contano più del diritto.”

Apriti cielo. 🌩️

Gli intellettuali col cachemire sulle spalle sono svenuti in massa. Hanno invocato i sali per riprendersi. Come osa quest’uomo in divisa ricordare che il mondo non è un’assemblea di condominio dove vince chi ha più deleghe?

Vannacci ha capito il trucco del sistema. Ha visto i fili che muovono i burattini.

La politica vera non si fa con i “mi piace” su Instagram. Non si fa con le dirette Facebook da Palazzo Chigi con la luce giusta.

Si fa portando a casa il risultato. Punto.

Donald Trump ha preso Maduro per la collottola, lo ha rimosso dalla storia con la stessa grazia di un demolitore che abbatte un ecomostro abusivo sulla spiaggia.

Fine della discussione. I fatti hanno sepolto le parole sotto tonnellate di macerie.

Siete pronti a ridere per non piangere? 😂😭

Arriviamo al capolavoro dell’assurdo. Al picco massimo della follia occidentale: Le Sanzioni.

L’ONU, che ormai è diventato un club di bridge per diplomatici in pensione che si annoiano, minaccia fuoco e fiamme.

Ma sapete chi colpiscono davvero le nostre sanzioni “intelligenti”?

Non colpiscono Donald Trump. Non colpiscono i generali russi. Non colpiscono i magnati del petrolio che ridono di noi dai loro yacht.

No. Colpiscono i GATTI. 🐈🚫

Sì, avete capito bene. Non è uno scherzo.

Abbiamo assistito alla sospensione dei gatti russi dai concorsi internazionali di bellezza felina.

Immaginate la scena. Un burocrate di Bruxelles, con gli occhiali sulla punta del naso e la penna rossa in mano, nega una coccarda a un povero persiano per “dare un segnale forte” a Putin.

Questo è il livello della nostra geopolitica.

Siamo passati da Machiavelli a Walt Disney, ma con meno budget e molta più ipocrisia tossica.

Mentre noi sanzioniamo i felini, Trump si prende il controllo delle riserve petrolifere. Mentre noi discutiamo del sesso degli angeli, gli altri si prendono il paradiso.

Vannacci ci ricorda che siamo dei dilettanti allo sbaraglio. Siamo quelli che portano un coltellino di plastica in una sparatoria con i bazooka.

Ma seguiamo la scia di briciole di pane. Seguiamo i dollari. 💸

Il vero twist, il colpo di scena di questa commedia dell’orrore, è il silenzio di Giorgia Meloni.

La nostra Leonessa, quella che ruggiva dai palchi dell’opposizione, si è trasformata. È diventata un gattino di peluche (forse russo, quindi sanzionabile?). 🦁➡️🐱

È successo non appena ha varcato la soglia della Casa Bianca. Non appena ha respirato l’aria condizionata dello Studio Ovale.

Perché non dice nulla sulla “brutalità necessaria” di Trump?

La risposta è semplice, crudele, inappellabile. L’Italia ha il guinzaglio corto. Molto corto.

Il nostro realismo sovranista finisce esattamente dove inizia il bilancio della Federal Reserve.

Abbiamo barattato l’orgoglio nazionale per una sedia. Una sedia in seconda fila ai G7, dove ci lasciano sedere solo se stiamo composti.

La psicologia della Meloni è quella della prima della classe. Fa i compiti per il bullo del quartiere, sperando solo di non essere picchiata durante la ricreazione e di essere invitata alla festa.

Parliamo di “Patria” ogni tre parole, ci riempiamo la bocca di tricolore, ma mangiamo hamburger americani e li paghiamo come se fossero caviale del Mar Caspio.

Volete sapere quanto costa davvero questa mascherata? 💰

Il paradosso umano è qui. È fuori dalla vostra porta di casa.

C’è una nonna. Chiamiamola Maria. Vive a Tor Bella Monaca, o a Quarto Oggiaro, o allo Zen.

Maria non sa chi sia Nicolás Maduro. Non sa dove si trovi Caracas sulla mappa. Probabilmente pensa che sia una marca di biscotti.

Ma Maria sa una cosa. Una cosa sola.

La sua bolletta della luce è raddoppiata. È un mostro che divora la sua pensione minima il 15 del mese.

Succede perché noi dobbiamo fare i moralisti. Dobbiamo fare i paladini con l’energia degli altri.

Maria mangia scatolette di tonno in offerta discount.

Intanto l’ONU spende milioni di euro. Organizzano conferenze sul clima in hotel di lusso a Dubai o a Davos. Posti dove l’aria condizionata è fissa a 18 gradi per non far sudare i dignitari, mentre fuori ce ne sono 40.

Il dramma non è la guerra in Venezuela. Quella è lontana.

Il dramma è che Maria viene sacrificata. Viene immolata sull’altare di una “coerenza internazionale” che non esiste.

Nessuno bloccherà i beni di Trump. Nessuno toccherà un centesimo nei caveau di Wall Street.

Ma la pensione di Maria è sempre disponibile. È il bancomat di un sistema fallimentare che preleva senza chiedere il PIN.

Perché nessuno sanziona mai i veri padroni del vapore?

Perché il diritto internazionale è come l’abbonamento in palestra. Lo paghi, te ne vanti con gli amici al bar, ma non lo usi mai quando conta davvero.

Roberto Vannacci ha scoperchiato il calderone bollente. Ha tolto il coperchio e ci ha fatto vedere cosa bolle dentro.

Ci ha mostrato la verità nuda.

Siamo governati da una classe dirigente che ha paura.

Hanno paura della propria ombra. Hanno paura di un tweet. Hanno paura di sbagliare pronome.

Mentre Trump gioca a Risiko con il pianeta, spostando armate vere, i nostri leader giocano a un altro gioco. Si chiama L’Allegro Chirurgo.

Lo giocano con l’economia italiana. Cercano di non far suonare il naso rosso del sistema, tremando ogni volta che Bruxelles alza la voce o Francoforte decide i tassi.

È una lezione di realismo che brucia. Brucia come alcol puro sulle ferite aperte.

Il Generale ci dice una cosa rivoluzionaria, quasi eversiva per i tempi che corrono: “Dobbiamo imparare a fare gli interessi degli italiani.”

Sembra un concetto semplice. Banale.

Ma oggi suona come un’eresia. Fare gli interessi di chi ti paga lo stipendio? Assurdo! Meglio obbedire a un banchiere centrale che non ha mai messo piede in una fabbrica.

Siamo diventati una nazione di filosofi della domenica. Anneghiamo in un bicchiere d’acqua minerale.

Il climax di questo delirio è la consapevolezza della nostra nudità.

Donald Trump ha dimostrato un teorema fondamentale. Matematico.

Se hai il martello più grande, le regole le scrivi tu. Le scrivi col gessetto indelebile sul muro della Storia.

L’Europa è rimasta lì a guardare, con la bocca aperta. Ha in mano una gomma per cancellare, cerca disperatamente di eliminare la realtà dai libri di scuola, di riscrivere il passato.

Vannacci è l’unico che ha avuto il coraggio di parlare.

Ha detto che il Re non solo è nudo. Ha detto che ha anche un pessimo fisico e che dovrebbe coprirsi.

La musica di cui parla il Generale non è una melodia rassicurante da ascensore.

È il rumore dei fatti che calpestano le opinioni. È il suono dei cingoli della realtà che schiacciano le buone intenzioni.

È il suono di un’Italia che potrebbe essere sovrana, ma che preferisce restare in ginocchio a chiedere scusa.

Chiediamo il permesso per respirare. Chiediamo il permesso per esistere. Chiediamo il permesso per difendere i nostri confini.

Volete continuare a vivere in questa barzelletta? Una barzelletta triste che non fa ridere nessuno?

O preferite un’Italia che torni a farsi rispettare? Un’Italia che non chiede scusa per il solo fatto di essere sulla mappa geografica?

La scelta è binaria. O/O.

Potete essere il gatto sanzionato, escluso dal concorso di bellezza.

Oppure potete essere il leone che torna a ruggire nel deserto della politica moderna.

La sinistra vi racconterà che Vannacci è un pericolo pubblico. Che è un mostro.

Certo che lo è. È pericoloso per chi vive di menzogne.

È un rischio mortale per chi ha costruito carriere intere sul nulla cosmico, sul vuoto pneumatico delle parole.

È pericoloso perché vi sta dando un’arma carica.

Vi sta dicendo che il potere è un’illusione ottica. Svanisce non appena qualcuno smette di crederci e accende la luce.

Donald Trump non ha chiesto il permesso all’ONU per vincere. Roberto Vannacci non chiede il permesso agli intellettuali per dire la verità.

E voi? Voi chiederete il permesso per riprendervi il vostro futuro?

Il tempo delle maschere veneziane è finito. Il Carnevale è chiuso.

Il sipario sta cadendo pesantemente sul palco. Thud.

Dietro non c’è rimasto nulla. Ci siamo solo noi. Ci sono le nostre paure e la nostra rabbia.

Il sistema vi vuole silenziosi. Vi vuole rassegnati. Vi vuole convinti che non ci sia alternativa al declino lento e inesorabile.

Ma l’alternativa esiste. Eccome se esiste.

Si chiama Interesse Nazionale. Si chiama coraggio di chiamare le cose con il loro nome, anche se fa male, anche se offende qualcuno.

La “brutalità necessaria” di cui parla il Generale non è violenza gratuita da strada.

È la forza della realtà che si impone sulle chiacchiere ideologiche. È la fine del buonismo che ha trasformato l’Europa in un parco giochi per potenze straniere.

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Preferite il buonismo che ci sta portando al baratro con il sorriso sulle labbra? O preferite il realismo di chi sa come gira il mondo davvero?

A tavola ci sono due ruoli. Se non sei il commensale, sei il piatto principale. E l’Italia è stata nel menù per troppo tempo.

Condividete questo video ovunque. Rompete il muro del silenzio. Rompete il muro del politicamente corretto.

Noi non facciamo sconti a nessuno. Non facciamo prigionieri nei talk show.

E soprattutto… noi non sanzioniamo i gatti. Noi difendiamo gli italiani. 🇮🇹

Alla prossima, dal cuore della bestia.

Questa è la verità che nessun telegiornale oserà mai raccontarvi. Perché la verità non ha bisogno di filtri Instagram. Ha bisogno di coraggio.

Mentre Trump ridisegna i confini del mondo con un pennarello indelebile, noi dobbiamo ridisegnare i confini della nostra dignità.

Non lasciate che siano gli “eurovampiri” a decidere il colore del vostro domani.

La lezione del Generale è chiara. La lezione di Trump è spietata.

Ora tocca a voi trarre le conclusioni. Siete cittadini o siete sudditi? Siete protagonisti o siete comparse in una farsa scritta da altri?

La risposta non è nelle urne elettorali di domani. La risposta è nella vostra consapevolezza di oggi.

Restate sintonizzati. Il viaggio nel ventre del potere è appena cominciato. E non sarà un viaggio confortevole per chi preferisce dormire.

Svegliatevi. 👀

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